Alla scoperta di Acqualagna fra tartufo e natura

Gli ambassador del Photowalk2018 ad Acqualagna

Senti “Acqualagna” e pensi “tartufo”.
Non tutti, però, sanno che il borgo marchigiano offre anche altre occasioni a chi voglia visitarlo.
Ho avuto la fortuna di scoprirle lo scorso 29 luglio, grazie all’ #acqualagnaphotowalk organizzato dalla Regione Marche, dalla Fondazione Marche Cultura, e dal Comune di Acqualagna.
Qui vi racconto cosa non perdervi ad Acqualagna.

Osvaldo Ferri e la sua “socia” Gloria. (Foto di Marche Tourism)

In cerca di tartufi
Ad Acqualagna abbiamo fatto tappa alla tartufaia di querce del signor Osvaldo Ferri, che con i suoi modi gentili e in compagnia di quella che non esito a definire la sua “socia”, il bracco Gloria, ci ha mostrato come avviene la ricerca del tartufo. Gloria si spostava da un albero all’altro fino a fiutare, in brevissimo tempo, un tartufo. Allora smuoveva delicatamente la terra con la zampa e lì interveniva Osvaldo, abilissimo ad estrarre prima con il vanghetto e poi con le mani il tartufo e contemporaneamente a gratificare la sua amica con qualche meritato complimento.

Tartufi tutto l’anno
Grazie a una felice combinazione di clima e composizione del terreno, ad Acqualagna è possibile trovare tartufo fresco tutto l’anno: oltre al rinomato tartufo bianco, che ha estimatori in tutto il mondo, è possibile assaggiare anche il tartufo nero pregiato (tipico della stagione invernale), il tartufo nero estivo (detto anche ‘scorzone’) e il tartufo bianchetto (o ‘marzuolo’).
Ad Acqualagna si raccolgono i due terzi dell’intera produzione nazionale di questo fungo, e ogni anno migliaia di appassionati affollano la tradizionale Fiera del Tartufo (tre volte l’anno: Fiera Nazionale del Tartufo Bianco a ottobre e novembre, Fiera Regionale del Tartufo Nero Pregiato – la penultima domenica di febbraio – e Fiera Regionale del Tartufo Nero Estivo – l’ultima domenica di luglio).

Lezione di cucina all’Osteria Braceria Plinc: passatelli al tartufo

 

 

Inno alla gioia (del palato)
Naturalmente molti piatti tipici della zona hanno come protagonista il re tartufo.
Ad Acqualagna insieme ai miei compagni di photowalk ho potuto vivere un’esperienza unica e deliziosa.
Ospiti di Emanuela Bartolucci, proprietaria assieme al marito dell’Osteria Braceria Plinc, abbiamo assistito alla preparazione dei passatelli con tartufo e fonduta di caciotta di Urbino preparati dalla chef Elena Venturi. E’ stato un vero privilegio assistere alla nascita di un piatto e ammirare il modo impeccabile in cui i professionisti trattano le materie prime. Quando vedo mani sapienti muoversi veloci e sicure fino a creare un piccolo capolavoro rimango sempre meravigliata e ammirata. Ed è stato un privilegio ancora più grande poter assaggiare quella delizia mentre Emanuela ci raccontava della sua attività: ancora una volta ho avuto la conferma che la riuscita di un progetto è direttamente proporzionale all’impegno e alla passione che ci si mettono. Potete trovare la storia di Emanuela anche sul sito dell’Osteria o sulla pagina Facebook, e non stupitevi se vi sembrerà di aver già visto il viso di questa donna gentile e decisa: è stata fra i protagonisti del programma televisivo “Quattro ristoranti”, condotto da Alessandro Borghese.
Da nostalgica e romantica quale sono, mi ha poi incantata la chiacchierata fatta con la chef Elena, che ha condiviso con noi i ricordi del suo esordio ai fornelli, grazie alla nonna che insegnava a lei bambina tutti i suoi segreti. Segreti che Elena ha fatto suoi e che, come un piccolo seme, hanno germogliato dentro di lei spingendola a intraprendere una carriera in cucina.

La Gola del Furlo
Nel territorio di Acqualagna, passeggiando lungo l’antica via Flaminia, è possibile passare attraverso la montagna, in senso letterale. La riserva naturale Gola del Furlo vanta una spaccatura nella roccia attraverso cui passa il fiume Candigliano, che separa il monte Pietralata dal monte Paganuccio. Costeggiare il fiume in passeggiata è una occasione unica per coniugare relax e osservazione della natura e della fauna locali (mi raccomando, naso all’insù: qui vola l’aquila reale!). La diga realizzata nel 1922 ha reso più docile l’impetuoso scorrere del fiume, formando un lago artificiale dall’ipnotico color verde smeraldo. Per tutelare la fauna, il lago non è balneabile né navigabile.

La casa-museo di Enrico Mattei
Affacciata sulla piazza principale di Acqualagna sorge la casa di Enrico Mattei, industriale, partigiano, politico. L’abitazione di Mattei e della sua famiglia è oggi un luogo dove sono esposti al pubblico fotografie, oggetti personali e documenti legati alla storia dell’uomo che trovò la morte in un misterioso incidente aereo.

Grazie a Regione Marche, Comune di Acqualagna e Fondazione Marche Cultura per averci accompagnati alla scoperta della bellezza delle Marche.
Volete partecipare insieme a me ai prossimi photowalk? Qui il link per scoprire come fare.

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