Bei sogni

 

Gustav Klimt, The Three Ages of Woman, 1905

Fai bei sogni, amore mio.
Ma quali bei sogni, se conosco quasi solo genitori distrutti perché i loro figli di notte anziché dormire fanno le olimpiadi di kickboxing col piumone e “vogliolamamma” in loop?
Chi parla di “dormire come un bambino” probabilmente figli non ne ha, altrimenti saprebbe che i bambini veri – semplicemente – non dormono.

E allora vai di geniali stratagemmi che dovrebbero svoltare la situazione: cena leggera prima che tramonti il sole, altrimenti l’erede non digerisce e poi di notte ti rimette anche le lasagne del ’15-18. Bagnetto tiepidino al chiaro di luci soffuse, meglio se con sottofondo di musica classica selezionata dalla fatina dei sogni in persona e oli essenziali in aromadiffusione. Segue massaggio rilassante con olio di mandorle spremute a freddo nell’azienda agricola Vedidedormì. Camomillina biologica (un thermos, grazie!) direttamente dall’orticello di Morfeo e cuscino imbottito di fiori di lavanda essiccati sotto il très chic soleil della Provenza.
Istruzioni per infilare il bambino agitato a letto (su materasso in lattice naturale di caucciù sudamericano da un trilione di euro, of course, che quando il figlio ti ci piscia sopra la prima volta poi puzza di Moretti lemon per tutta la vita): bisbigliando ossessivamente “Ssst, ssst, ssst” come un cobra col tic, stenderlo perpendicolarmente al cuscino, arrotolarlo strettamente fra le lenzuola come fosse un enorme tampax lasciando libere solo narici bocca e, senza soluzione di continuità, intonare soavemente le seguenti ninne nanne, come da scaletta:
– Ninna nanna, ninna oh
– Whiskey il ragnetto
– Fate la nanna coscine di pollo
– Stella stellina
– Ninna nanna del chicco di caffè (magari, un bel caffè!)
– Amore, ho finito le ninne nanne
– Amore, guarda che la mamma comincia ad essere stanca
– Allora, dormi o no?
– Guarda che perdo la pazienza!
– Aaaarggghhhh!
A questo punto, la creatura e tutto il vicinato saranno più svegli che mai, e voi più allucinate di Mastrota al centounesimo ciak di uno spot di materassi.
Fai bei sogni, amore mio. La mamma scappa un attimino a Timbuctù, ci si rivede quando sarai un adolescente letargico, sì?
I bambini che non dormono sono una sfiga, pardon!, una sfida. Essere genitori esauriti e non poter dormire al termine di una lunghissima giornata è una vera tortura. Il rischio è quello di prendersela con i nostri figli, che (anche se sembrerebbe) non fanno mica apposta a svegliarci ogni mezz’ora.
Non so se può andar bene per tutti, ma sapete come ho risolto io? Più che risolto, sono venuta a patti con le dieci Redbull che sembra avere in corpo mia figlia di notte. Dopo quattro anni e mezzo e quattro milioni e mezzo di euro in gocce omeopatiche, esorcisti, gel per i dentini, canzoncine, massaggi, incazzature, pentimenti? Quando mia figlia scalcia, si dimena, mi chiama, ha incubi, entro in camera sua in punta di piedi e mi infilo nel suo letto, sotto le coperte. Le sposto i capelli dal viso, la spingo un po’ più in là, la abbraccio nel letto a una piazza. Trenta secondi, il suo respiro si calma e lei dorme. E non solo lei. Sì, devo abbandonare il libro che stavo leggendo, il film sul più bello, il mio letto comodo e caldo. Ma in fondo durerà così poco ancora, questo privilegio di dormire con la mia bambina. E pazienza se mi sveglierò all’alba stordita e col torcicollo. Mi sono detta che, forse, dietro gli incubi, gli occhi spalancati, la paura del buio, la sete e la fame a mezzanotte, ecco, forse lì dietro c’è solo che vogliono stare con noi. Siamo noi, le loro fatine del sonno.
Facciamo bei sogni, amore mio.

2 thoughts on “Bei sogni”

  • Bellissimo e….verissimo! Noi siamo in una fase di assestamento/regressione, per cui la quatrenne e il duenne di solito verso l’alba ci raggiungono nel lettone. Niente scenate, litici, braccio di ferro: ci stringiamo e dieci secondi dopo stiamo già ronfando beati

    • Accipicchia! Anche qui adesso è un momento impegnativo: la cinquenne si sveglia più volte nell’arco di una notte mentre il piccolo sta prendendo confidenza col suo lettino. Insomma, speriamo di poter dormire tutti, contemporaneamente, in santa pace 😉

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