Bottoni

Ogni mattina, cascasse il mondo, Zoe si sveglia alle sette e mezza, scende dal letto e viene a chiamarmi con la sua vocetta squillante.
Ogni mattina io le bisbiglio “Ssst, fai piano che svegli tuo fratello, aspettami in camera tua, arrivo subito”.


Con un occhio aperto e uno chiuso perché faccio sempre le ore piccole, vado da lei. A volte giochiamo un po’ insieme prima di andare a fare colazione, altre mi dice “Mamma, ho tantissima fame” e allora scendiamo subito in cucina.
Questa mattina mi chiede di giocare con le bambole. Mentre le sistemiamo sul loro divano dopo averle vestite di tutto punto, Zoe nota che la maglia del mio pigiama ha un paio di bottoni aperti.
“Mamma, te li chiudo io”, mi dice, e si piazza davanti a me con aria decisa. Passa qualche minuto ma i bottoni sono ancora in libertà.
“Ti aiuto?”, le chiedo. “No, mamma, faccio da sola”. Questa cosa del fare da sola lei l’ha sempre avuta, non vuole mai essere aiutata, è testarda e orgogliosa. Si rimette al lavoro, ma presto si arrabbia perché non riesce. “Aspetta, ti faccio vedere”, e le mostro come deve fare.
“Occhèi, occhèi mamma, faccio io!” si spazientisce. Vorrei alzarmi in piedi e andare a bermi un caffè ma resto seduta per terra e la osservo, in ginocchio davanti a me, lo sguardo concentrato sull’asola e sul suo bottone, le sue piccole dita che non si stancano di provare e riprovare. L’idea di lasciar perdere non la sfiora nemmeno.
Alla fine la sua espressione seria seria esplode in un sorriso, ce l’ha fatta: i bottoni sono andati al loro posto, l’ordine è ripristinato e lei ha imparato una cosa nuova e difficile. La colazione ci attende e lei scende le scale impettita come se avesse vinto le Olimpiadi di attaccabottone.
Ho pensato che per noi un bottone è una piccola cosa, ma per una bambina di quattro anni è la prima avventura di un giorno appena nato.
Ho pensato che anche noi adulti dovremmo affrontare così le sfide: con impegno, determinazione, fiducia, prendendoci il tempo che ci serve, senza arrenderci di fronte agli inciampi, una cosa alla volta. Riuscendo a guardare quello che ci fa paura come se si trattasse soltanto di un piccolo bottone da infilare nella sua asola.
Ho capito che, anche in questo nuovo anno, sarò io quella che imparerà e lei quella che mi insegnerà il modo di attraversare le cose con un profondo senso di “qui e ora”.
Da oggi, per me, un bottone non sarà più solo un bottone, ma un piccolo talismano che mi ricorderà che tutto può andare a posto (e, se proprio non ci si riesce, ci si può sempre consolare con una bella colazione).

2 thoughts on “Bottoni”

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