Cocchi di mamma

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Da mamma di femmina e maschio posso affermare che, almeno nel nostro caso, la superiorità femminile è cosa certa et acclarata.
Ecco alcune delle mie rilevazioni scientifiche sul campo.
 
Bambina a un anno, la sveglia.
Sorride e si mette seduta da sola. Magari prova anche a scendere dal letto: oggi avrà un sacco da fare.
Maschio, stessa età.
Si sveglia, grugnisce e aspetta che qualcuno lo tiri su, poi col ditino a mo’ di condottiero ti indica dove gradirebbe essere portato, alla svelta e senza esitazioni, grazie.

Femmina, colazione. A tavola con noi, assaggia tutto quel che le capita sotto tiro con l’appetito di Galeazzi a una sagra del porco.
Maschio. A tavola schifa tutto ma testa la resistenza agli urti di bicchieri e bottiglie, usa il piatto come copricapo e si spalma la marmellata a mo’ di dopobarba. Si toglie i calzini, li mette sul tavolo e fa una puzzetta di soddisfazione.
 
Femmina, i giochi.
Gattona, poi si tira in piedi e, aggrappata ai mobili, tocca tutto, “chiacchiera”, sorride, lancia le cose, poi di nuovo gattona, insomma, si dà un gran daffare.
Maschio: pur avendo a disposizione i giocattoli ereditati dalla sorella e i suoi, preferisce fare coriandoli coi fazzolettini di carta, cerca di infilarsi in bocca tutto il cubo di Rubik emettendo versi tipo cinghiale inferocito perché non ci riesce. Fa puzzette, poi si trova così esilarante che scoppia a ridere. Si butta all’indietro con la capoccia, sbatte e piange con una faccia che sembra dire “Ho capito, mai più”. Ma poi, ovviamente, lo rifà.
 
Femmina, momento bagnetto.
Osserva come galleggiano i giocattoli, schizza l’acqua con le manine, sgambetta.
Maschio: gioca col pisello.
 
Femmina allo specchio.
Si sorride e si dà un bacio. Se si trova molto bella, limona.
Maschio: osserva “l’altro” con sguardo truce, poi inizia a tirare manate ed emettere suoni da orango in battaglia. Se non lo fermi, parte di testa contro l’avversario. Cerca di levarsi il pannolino per vedere chi ha la nocciolina più grossa.
 
Femmina, in braccio.
Ti si aggrappa al collo e, se le dici di non toccare qualcosa, ubbidisce. Osserva tutto e prova a dare i primi nomi a ciò che vede.
Maschio: mentre ti è in braccio si butta all’indietro di schiena come la Carrà – gli mancano solo la manina in fronte e il caschetto biondo – e quando lo rimproveri ti ride in faccia. Lo rifà ancora e ancora e quando gli dici un “No!” deciso ti guarda come dire “Che minchia vuoi?”, perché tanto la prima volta mica ti ha ascoltata. La terza volta rialzandosi decide che è divertente darti una testata sul naso, per vedere di nascosto l’effetto che fa. Poi ti agguanta una ciocca di capelli e ti fa lo scalpo.
 
Femmina, coccole.
Fa carezze delicate con la manina. Vede il papà e si squaglia. Il papà la vede e si squaglia.
Maschio: tette! Oppure: capitagli sotto tiro e ti gira la faccia con una cinquina. Poi, ovviamente, ride.
 
Femmina, igiene personale.
Se riesce ad acchiapparsi i piedini li annusa e poi fa un broncio disgustato e una pernacchietta.
Maschio: annusa le fette, uuhh, saporite!, e si mette a succhiarle di gusto.
 
Femmina, la buonanotte.
Leggi con lei i primi libri, osserva le figure, le tocca col ditino.
Maschio: studia l’aerodinamica e lancia il libro di spigolo in fronte al papà. Cerca un modo per levarsi il pannolino e giocare col pisello.
 
Evoluzione: per molti ma non per tutti.

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