Dolci speranze

Dolci speranze

È mentre vi spio giocare insieme, sbirciando da dietro un angolo della sala per riempirmi gli occhi di quanto incredibili siate, che dici a tuo fratello “Aspetta, amore, ti insegno io”.

E tuo fratello resta in attesa, a guardarti come si guarda la più bella certezza, come si guarda qualcuno in cui si ripone tutta la fiducia bambina, qualcuno da cui non ci si aspetta altro che bene.
È quando ti sento chiamarlo “amore” il momento in cui finalmente realizzo che camminerete nei giorni tenendovi per mano, a volte col sole in faccia, altre forse come due venti opposti e contrari, ma senza perdervi mai.
Capisco che sarete l’uno la casa dell’altra, perché la parola amore che vi siete appena regalati è la promessa più grande: “Fratello, sorella, io, per te, sarò sempre due braccia aperte. È così adesso che ho cinque anni e tu due, sarà così quando ne avremo venti, e poi trenta, e un bel giorno faremo a gara a chi ha più rughe attorno agli occhi e più ricordi di noi due insieme”.
E allora sorrido, perché per una mamma non c’è speranza più dolce che quella nel vostro amore.

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