E ora tutti a dieta (o quasi)

Capisci di essere una brutta persona quando decidi che è ora di riprendere in mano le redini della sana alimentazione per tutta la famiglia, che se ti vedesse adesso Rosanna Lambertucci le cadrebbe la mascella per lo shock.
No Rosanna, non ti deluderò: da oggi basta coi succhi di frutta, chiù acqua pe’ttutti! Yeah, sì, dai.
Da oggi frutta e verdura a volontà, truppa!, annunci gasatissima.
Da oggi legumi e fibre, diciamo ciao ciao alle merendine e già che ci siamo facciamo finta che l’ovettokinder non sia mai esistito, eh?
Coraggio ragazzi, la situazione ci è un po’ sfuggita di mano ma le feste sono finite e bisogna darsi una regolata, tutti quanti insieme.
Su, tesorini, possiamo farcela, vedrete poi come staremo meglio. I nostri amati fegati ci ringrazieranno, saremo più belli e anche più felici. Io sento già la musichetta, e voi? Happy, shalalalà.
Sono così motivata che mi aspetto da un giorno all’altro di ritrovarmi davanti al portone le telecamere di Real Time e un pompatissimo allenatore che, dopo aver buttato via tutte le scorte ipercaloriche di biscottazzi di Banderas, trascini tutta la famiglia in un campo di addestramento a fare passo del giaguaro-addominali-flessioni da qui alla prova costume.
Ma passa un giorno, ne passa un altro e il salvifico personal trainer in canottiera fluorescente anche con venti gradi sotto zero non arriva.
Epperò il bottino natalizio da trecentomila calorie è sempre lì, pericolosissimo, in agguato. Per il bene delle innocenti creature che ogni giorno rischiano di lasciarsi tentare dal vizio, bisogna disfarsene, eliminarlo senza pietà!
Capisci di essere una brutta persona quando, dopo aver messo tutta la famiglia a sedano e lattuga che all’ora di pranzo arrivano perfino i pettirossi fuori dalla finestra a sfottere (“Oh bischeri, ma cosa vi mangiate?”), notte dopo notte scendi in punta di piedi in cucina e ti fai un allegro all you can eat di ovetti, nutella e gelatine. E mica vorrai lasciare da soli, poverinichesonotantosensibili, i kinderbueno della Befana? Checcavolo, il cibo non si butta e una mamma deve essere pronta a sacrificarsi per il bene della famiglia, ecco.
Capisci, poi, di essere una bruttissima persona quando, alla domanda di tua figlia su dove siano finiti tutti i dolcetti, con un candido sorriso da mamma del mulinobianco dai la colpa a quella golosona della nonna che è appena ripartita dopo un fine settimana passato insieme ai nipotini (sorry nonna, ti voglio bene. Ma ne voglio anche ai wafer alla gianduia, oh sì).
E una bella mattina capisci di essere ancora peggio di una persona orribile.
Una persona orribile che non entra più nei jeans.
(Aiutatemi ad uscire dal tunnel, amici. Qual è il vostro stratagemma per non cadere nel vortice del “un dolcetto tira l’altro”? Resto in attesa di consigli e trucchetti anti-golosità!).

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