La fine della scuola e le lacrime delle mamme

La fine della scuola e le lacrime delle mamme

Questa mattina ti ho accompagnata per l’ultima volta alla scuola materna. Indossavi un vestitino colorato (e pazienza se il regolamento vorrebbe solo pantaloncini e maglietta: lo sanno tutti che l’ultimo giorno di scuola è sempre un po’ anarchico) ed eri sorridente e leggera come se fosse una mattina qualsiasi.
Io invece avevo gli occhi lucidi, e quando te ne sei accorta e mi hai chiesto perché ti ho risposto: “Perché mi mancheranno un po’ le tue maestre e i tuoi amici”.

Non potevo dirti che a fatica ricacciavo indietro le lacrime perché mi sembrava solo ieri che ti lasciavo, treenne, a fare lo spaventosissimo (per le mamme) inserimento. È solo ieri che ti mangiavi tutte le Erre, che eri timidissima e remissiva, che percorrevamo insieme il tunnel infinito dei cartoni di Peppa Pig, che ti scordavi di dover fare la pipì e ops, mammamièscappata.
Avevo gli occhi lucidi perché la (buona) scuola ti ha aiutata a fiorire e non credevo che sarei riuscita a ringraziare le tue insegnanti senza sciogliermi in lacrime davanti a loro. Invece ce l’ho fatta, le ho abbracciate e ho detto loro in due parole quanto siamo state fortunate a incontrarle: perché con la loro passione e dedizione, con affetto e fermezza, hanno permesso a te di esprimere te stessa e a me di continuare a sperare nella scuola – la scuola fatta bene, da persone che nonostante tutto non dimenticano mai perché hanno scelto quel mestiere – come punto di riferimento imprescindibile della società.
Non ti dirò che, una volta risalita in auto, ho finalmente potuto piangere senza che nessuno mi compatisse (e mannaggia, avevo dimenticato di mettere il mascara waterproof!).
Ho pianto perché so di essere una mamma ‘media’ e so di non aver sfruttato appieno questi tre anni che sono volati: perché non avevo tempo di giocare, perché mi arrabbio spesso, perché volevo dormire mentre tu volevi fare colazione all’alba, perché…
Ho pianto perché qui finisce non la tua, ma la mia comfort zone. Non sei tu a percepire i cambiamenti con timore, ma spesso sono io, e ci sono cose che un genitore deve essere in grado di tenere per sé.
Le mamme hanno questa maledizione: quando i figli crescono, loro sono felici e tristi contemporaneamente.
Ho pianto perché ho capito che voi bambini siete meravigliosi non grazie a noi, ma spesso nonostante noi genitori.
Ti prometto che questa estate cercherò di comportarmi bene, di non fare troppi capricci e di non essere nervosa, che giocherò con te e metterò il telefono in un cassetto.
Ti prometto che quando ci arrabbieremo faremo subito pace.
Ti prometto giri in bici e granite.
Prometto di non sbuffare troppo quando, ogni mattina di ogni giorno di vacanza, verrete a svegliarmi alle sei e mezza, perché quando iddio tarava i bambini su orari decenti mi sa che voi due eravate in fila in gelateria.
Prometto di leggere a te e a tuo fratello libri lunghissimi.
Non ti prometto che potrai saltare sul mio letto, quello no!, ma che ti porterò sui tappeti elastici.
Prometto di godermi ogni minuto di questa estate che a me sembra l’ultima con due bambini piccoli piccoli e non so per quanto avrete ancora così bisogno di me.
Prometto che non farò pesare su di te le mie nostalgie, le mie ansie, e che a settembre quello che respirerai il primo giorno di scuola saranno leggerezza, curiosità, entusiasmo.
Le mamme piangono di nascosto perché non è giusto appannare di lacrime i colori con cui i bambini vedono il mondo.
I bimbi, invece, ridono perché vedono il mondo come un caleidoscopio di possibilità, scoperte, sfide, e fortunato è chi impara da loro.
Per fortuna ci sei tu, figlia mia, che mi ricordi come si fa a sorridere e nel corridoio della scuola mi corri incontro nel tuo vestitino svolazzante urlando così forte che ti sentono anche i sassi: “Mammaaa, mi fa male il bucooo!”. E vaglielo a spiegare, a tutti quanti, che è il buco lasciato dal primo dentino caduto.
Finiamo l’ultimo anno della materna così, con sorrisi, abbracci, lacrime (nascoste). E soprattutto figure di melma e tanta, tanta classe.
Buon ultimo giorno di scuola ai nostri pargoli, buone vacanze, che i nonni si diano da fare con i nipoti e un pat pat di incoraggiamento a tutti i genitori.
Possiamo farcela!

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