Fate la nanna (fuga da Alcatraz)

Fate la nanna (fuga da Alcatraz)
Foto dal web

Ore 21. Sei nella stanza dei tuoi figli, li hai appena stesi al tappeto a suon di fiabe lette con voce suadente e russano come Peppa e George. Li osservi amorevole nella luce soffusa, accarezzi loro i capelli, fai per alzarti dalla sedia quando dalle parti del tuo ginocchio si ode un CROC: se qualcuno improvvisasse un concerto di house music nel tuo giardino i figli continuerebbero a dormire beati, invece basta un minuscolo lamento della tua rotula e quei due balzano a sedere come se gli avessi suonato un gong all’orecchio.

Ore 21.30. Sei (ancora) nella stanza dei tuoi figli, li hai appena (ri)stesi al tappeto dopo aver dato fondo a tutto il tuo repertorio di ninne nanne, russano come Peppa e George. Li osservi amorevole nella luce soffusa, accarezzi loro i capelli, ti alzi dalla sedia ma, prima di riuscire a raggiungere la porta, ti scappa uno starnuto. Cerchi di trattenerlo, gli occhi ti schizzano fuori dalle orbite, ti scoppia un timpano ma soffri in silenzio. Avanzando nelle tenebre pesti una paperella di gomma che fa QUACK! Peppa e George si svegliano e pretendono che tu legga loro altre cinquecento pagine di Topo Tip.
Ore 22.30. Sei ormai prigioniera nella stanza dei tuoi figli, li hai ancora una volta stesi al tappeto usando la frase montessoriana “Dormite, altrimenti Babbo Natale non vi porta i regali”, russano come Peppa e George. Li osservi [un po’ meno] amorevole nella luce soffusa, accarezzi loro i capelli, ti sollevi dalla sedia levitando come un monaco buddista, con una rullata di pallavolistica memoria sfrecci sul tappeto ma non riesci a frenare e ti stampi contro il muro come Wile Coyote, solo che non fa ridere peggnente. I due porcellini si svegliano e iniziano a piangere perché sei così fresca che ti hanno scambiata per la Befana arrivata in anticipo e non hai con te nemmeno un pezzettino di carbone per loro.
Ore 23. Stai mettendo radici nella stanza dei tuoi figli, li hai appena stesi al tappeto con l’ipnosi, russano come Peppa e George. Li osservi con gli occhi iniettati di sangue nella luce soffusa, accarezzi loro i capelli, altro-che-sedia-stavolta-vi-frego-io piccoli-sequestratori, sei seduta a terra e allora, agile come un ninja, ti sposti furtiva, incisiva, decisiva verso l’uscita di emergenza. Ma non ti accorgi che stai canticchiando la sigla dei Super Pigiamini, i figli si svegliano e intonano “Super Pigiamini pronti all’azione, di notte salviamo la situazioneee!” e poi cominciano ad azzuffarsi per chi deve essere Gattoboy e chi Geco.
Ore 24. Spalanchi la porta della stanza dei tuoi figli, uno lo tieni sotto il braccio destro, l’altro sotto il sinistro, due pacchetti da spedire con posta celere nel mondo dei sogni. A grandi passi raggiungi la tua camera da letto, con un ringhio che metterebbe paura a Cesar Millan fai sloggiare il papà che si trasferisce nel lettino di Hello Kitty, piazzi figlio uno e figlio due sotto il piumone e quelli iniziano a russare immediatamente. Finalmente libera, fai per annodare un lenzuolo e calarti in salotto quando in un angolo della tua stanza appare un bagliore prima fioco, poi più forte: è la Fata Smemorina!
“Bambina,” ti dice “Dove credi di andare? Guarda che è mezzanotte e a quest’ora la magia finisce: la carrozza ridiventa zucca, i cavalli topolini e le mamme stramazzano nel letto”. Provi a protestare, ma quella ti stende con un Salagadula Megicabula ben assestato e buonanotte. Ti svegli la mattina dopo con la cera di Morticia Addams e un biglietto sul comodino che dice così: ritenta questa sera, (forse) sarai più fortunata. Bibbidibobbidibù.

5 thoughts on “Fate la nanna (fuga da Alcatraz)”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: