Il posto sbagliato

Essere mamma* vuol dire essere nel posto sbagliato.
Sei nel posto sbagliato quando, dopo aver partorito, ti ritrovi in stanza una “collega” con la voce di Puffetta che passa il tempo blaterando al telefono di contrazioni, punti e guarda-mai-più-in-vita-mia, mentre tu vorresti solo chiudere le orecchie e svenire in santa pace sognando una vodka tonic.

Sei nel posto sbagliato quando, dopo settimane di tragica clausura perché il figlio numero due ha beccato la scarlattina, passi una fantastica serata fuori con le tue amiche. Ma la passi a pensare a lui, il tuo nano adorato, e alle sue bolle. (Al che le tue amiche si stancano e, il giorno dopo, ti bloccano sui social e ti buttano gentilmente fuori dall’unica chat di WhatsApp che non sia quella delle mamme della scuola).
Sei nel posto sbagliato quando decidi di restare a casa col suddetto pargolo ma, mentre costruite dimore fatte di legoduplo, non fai che immaginare le tue amiche immerse in un’atmosfera luccicante alla Sex & the City fare un brindisi dietro l’altro alla faccia tua.
Sei nel posto sbagliato quando ti distrai due-secondi-due per berti un caffè in cucina e tua figlia correndo come un ghepardo sbatte la testa contro lo spigolo del tavolo in sala.
Sei nel posto sbagliato quando ti illudi di poter fare pipì in solitaria e ti ritrovi seduta a cantare “La pecora è nel bosco” circondata da due ballerini piroettanti attorno alla tazza che manco Bolle e la Fracci in overdose da guaranà.
Sei nel posto sbagliato quando scopri solo grazie a un’amica sempre sul pezzo che è uscito il nuovo album di una delle tue band preferite: ma tu dove cavolo eri? Nel posto sbagliato, ovviamente: un po’ fuori dal mondo, come capita spesso alle mamme. L’ho già detto?
Sei nel posto sbagliato quando tua figlia decide che da oggi vuole dormire da sola nella sua stanza e passi la notte con gli occhi aperti ad aspettare di sentire i suoi piedini sul pavimento, le sue ginocchia sul materasso, la sua guancia sul tuo petto. E invece la porta resta chiusa, la tua bambina grande sogna felice nel suo letto.
Sei nel posto sbagliato quando accompagni i tuoi figli al loro primo giorno di scuola: devi fermarti sull’uscio ma vorresti essere un moscerino per seguirli, vedere, proteggerli. Con lo sguardo gli vai dietro e getti su di loro una invisibile coperta di buon auspicio, fate i bravi, bimbi, divertitevi, non abbiate paura, andrà tutto bene.
Sei nel posto giusto ogni volta che loro tornano da te, ti abbracciano, ti danno un bacino.
Sei nel posto giusto più giusto di tutti. Un posto che ti conquisti ogni giorno.
Il posto preferito tuo e loro.
Essere mamma vuol dire, anche, essere IL posto giusto: è quello dove battono fortissimo, vicini, un cuore grande e uno piccino.
(Buon inizio a tutte le mamme e a tutti i bimbi!).

*Sostituire all’occorrenza la parola “mamma” con la parola “papà”, tranne che nel primo esempio: lì, voi siete quelli che se ne tornano a casa a fare una doccetta beati, mentre la madre dei vostri figli resta ostaggio di Puffetta in ospedale.

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