Istruzioni per fare la doccia a una figlia

Istruzioni per fare la doccia a una figlia.
1) l’acqua deve essere non troppo calda (“Bruciaaa!”), non troppo fredda (“È ghiacciataaa!”), non troppo bagnata e non troppo acqua. Per imparare a trovare la giusta temperatura ho impiegato quattro anni. La desertificazione del pianeta è anche colpa mia;

2) usate un docciaschiuma alla vaniglia come piace a lei. Anzi, ha cambiato idea, oggi vuole quello coi brillantini, anzi no, alle fragoline di bosco, anzi, quello fatto di polvere di unicorno e rugiada mattutina o non-mi-lavoooauauauauauauuuuuuu.
3) per nessun motivo, e dico nessuno, farle cadere una goccia d’acqua negli occhi, pena lo scatenarsi di un poltergeist con annessa tromba d’aria di spugne rotanti e shampoo svolazzanti;
4) perlamordiddio non bagnare le orecchie: dopo aver visto Pinocchio non sono ancora riuscita a convincerla che l’acqua non finisca nel cervello. Insomma, c’è il serio rischio che le crescano le alghe verdi dentro la testa;
5) il tempo impiegato a lavarle i capelli sarà direttamente proporzionale alla portata della tragedia che si scatenerà per pettinarli e asciugarli. Li vuole lunghi come Rapunzel ma non sa che quelle lunghissime chiome altro non erano che una enorme, maleodorante, chilometrica treccia rasta, perché la principessa della torre aveva da tempo rinunciato a lavarsi visto che non incontrava mai un’anima.
6) prima vi farà esplodere le coronarie a suon di urla e isterismi per non lavarsi, ma appena chiuderete l’acqua metterà su un sorriso angelico dicendo “Mi sono proprio divertita a fare la doccia!” e voi non saprete se ridere o piangere. Nel dubbio, contate fino a dieci[mila] e fate ooommm.
7) avvicinatevi ai suoi piedi come farebbe un artificiere con un ordigno: calma e sangue freddo. Afferrate il piedino con fermezza, distraetela parlando d’altro e zac zac zac, tagliate le unghiette con la destrezza e la velocità di Edward mani di forbice. A t t e n z i o n e! Qualunque cosa accada, non mollate la presa: la minima esitazione verrà dalla creatura interpretata come un segnale di pericolo e scatenerete un dramma di proporzioni cosmiche per salvare le preziose unghie dalle vostre malvagie grinfie.
8) asciugatura: vedi punto 1. Aria non troppo calda, non troppo fredda, non troppo aria. Il suo ideale sarebbe che le asciugaste ciocca per ciocca soffiando, possibilmente dopo aver masticato foglie di menta piperita.
Ovviamente dopo la doccia sarà ora di cena, vostra figlia deciderà che è cosa buona e giusta passarsi fra i capelli splendenti la mano impiastricciata di pomodoro e la mattina dopo all’asilo le maestre si chiederanno da quanto tempo non fate una doccia a quella povera creatura.
Respirate, mamme, respirate.

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