Montessori, non ti temo (o forse sì)

pancia

La vendetta del karma può colpire in qualunque momento, mascherata sotto molteplici forme.
Ad esempio quando, in un piovoso pomeriggio di novembre, la quattrenne di casa sgrana i suoi occhioni dalle lunghe ciglia e ti chiede: “Mamma, mi annoio tanto. Possiamo dipingere?”.
“…”.
“Pufuvùruuuu” (che è il suo modo di chiedere perfavore consapevole che a quel broncetto non resisterebbe nemmeno lo Zingaro di Jeeg Robot).


Allora tu pensi alla Montessori, a tutte quelle bellebravebuone mammine che ti punterebbero contro il dito accusatore se fossi così poco tollerante ed elastica da impedire alla tua creatura di esprimere l i b e r a m e n t e la sua fantasia, hai anche una visione di Obama che fluttua nell’aere con la sua camicia immacolata -il che ti pare un buon segno, anche lui ha due figlie che gli avranno chiesto di dipingere, no?- e ti sussurra “Yes, you can” e allora dici “Sì, amore”, con la faccia convinta di chi sta per camminare sulle braci ardenti a un corso di motivazione personale.
Rinunci perfino ad avvolgerla nel domopack da capo a piedi come un astronauta per non farla sporcare. Vuoi essere easy: le arrotoli le maniche e le metti davanti pennelli, acqua e le nuove tempere. Dài, sarà meraviglioso bambina, vai e fai impallidire Van Gogh. La piccola artista sceglie uno stupendo marrone: che importa se a te fa schifo?, non si castra l’immaginazione, lasciala esprimere. E lei si esprime, oh se si esprime. Sul foglio, poi sul tavolo (perché pazza!, mica vorrai mettere dei paletti alla crescita delle competenze?!?). Poi sulla maglia sua, poi sulla faccia del fratello, che la osserva in estasi come se vedesse all’opera Caravaggio. Il marrone che a te ricorda il virus intestinale (ma a lei sembra proprio piacere tanto) finisce a terra, poi spalmato sotto i piedi e i palmi perché “le maestre all’asilo ci hanno insegnato a fare una renna con le mani e i piedi pitturati!”. E quando la cucina sembra essere stata attraversata da una mandria di bovini con la diarrea, la pittrice si stanca e se ne va. Mentre cerchi di controllare il tic a una palpebra e la tachicardia da infarto imminente ti dici “Sei stata bravissima, hai lasciato che tua figlia si esprimesse a 360 gradi. Sei una mamma montessoriana modello. Adesso una sistematina e via, cosa vuoi che sia?”.
Ed è quando inizi a pulire che Crudelia Demon, la versione diabolica di Tata Lucia e la Kathy Bates di Misery non deve morire si impossessano di te. Il karma non ti aveva avvertita che i nuovi colori non sono “super lavabili”. E nemmeno super. E nemmeno lavabili.
Montessori, ma vafancu’.
(P.s. Si ride e si scherza, eh. Apprezzo il metodo Montessori e cerco di metterlo in pratica. Solo che sono umana e imperfetta e a volte mi saltano i nervi. Pace e bene for you all!).

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