Sono una cattiva mamma

Sono una cattiva mamma
Ilustrazione dal web

Sono una cattiva mamma perché detesto i Super Pigiamini e, quando i miei figli e io li guardiamo insieme, sbadiglio spalancando la bocca come un ippopotamo africano.
Sono una cattiva mamma perché la sera, dopo cena, fingo di immolarmi per sparecchiare e lavare i piatti, ma in realtà lo faccio per starmene sola per un beato quarto d’ora a sculettare ascoltando musica.
Sono una cattiva mamma perché alla decima volta che mia figlia mi tira giù dal letto di notte vorrei solo teletrasportare lei o me in
Australia. Più lei che me.
Sono una cattiva mamma perché predico bene sull’importanza delle verdure e poi, quando i figli non mi vedono, rubo il loro gelato dal freezer.

Sono una cattiva mamma perché detesto i puzzle che mio figlio adora. (Odio quegli accidenti di puzzle).
Sono una cattiva mamma perché ci sono sere in cui non vedo l’ora che i figli si addormentino e leggo loro le fiabe con lo stesso pathos che dedicherei alla lista della spesa.
Sono una cattiva mamma perché le volte in cui esco da sola mi sento leggera come una piuma.
Sono una cattiva mamma perché non sempre riesco ad essere comprensiva, paziente, accogliente, sorridente.
Sono una cattiva mamma perché vorrei rispolverare una di quelle spensierate serate alcolico-danzerecce, così, per ricordarmi cosa si prova.
Sono una cattiva mamma perché capita che io urli come una furia.
Sono una cattiva mamma perché il primo giorno di iscrizione alle elementari il server era sovraccarico e io ho chiuso serenamente il pc.
Sono una cattiva mamma perché non sono solo una mamma, ma anche una persona. Una persona che non comincia e non finisce con l’essere genitore. 
Una persona che cerca di essere una buona mamma, ma anche di non dimenticarsi di sé. Non so voi, ma io mi tengo stretta stretta la parte di me che si interessa di altro oltre che di pedagogia, libri per l’infanzia, riunioni alla scuola materna. Perché se non ci fosse, non ci sarebbe nemmeno questa mamma. È il mio essere donna e persona che dà forza all’essere mamma, e quando rischio di dimenticarlo tendo a ingrigirmi anche come madre.
Sono una cattiva mamma, ma non una mamma cattiva.
Perché sopporto perfino i Super Pigiamini per amor loro.
Perché la sera, mentre lavo i piatti, se ascolto una bella canzone li chiamo subito in cucina per ballare insieme.
Perché alla decima volta che vengo svegliata vado in camera sua per sbranarla e finisco a piangere per quanto è piccola e bella.
Perché il gelato più buono è sempre quello mangiato tutti insieme dalla vaschetta.
Perché ho imparato a memoria la collocazione di ogni singolo pezzetto di puzzle.
Perché ci sono anche sere in cui leggere le storie della buonanotte è come una coperta calda che ci avvolge tutti.
Perché quando è ora di tornare a casa corro da loro come se non ci vedessimo da mesi.
Perché, quando mi accorgo di sbagliare, respiro, chiedo loro scusa e facciamo la pace con un abbraccio stretto stretto.
Perché le serate migliori (e che non lasciano postumi!) sono quelle a sgranocchiare popcorn spalla a spalla davanti a un film.
Perché dopo aver urlato come Tarzan raccolgo i pezzi e, con la scritta “Pentimento” in fronte, spiego per la milionesima volta che anche le mamme possono perdere la pazienza.
Perché quando ho visualizzato la conferma alla richiesta di iscrizione alla primaria mi sono balenati davanti agli occhi cinque anni passati in un lampo e ho cominciato a piangere come non faccio nemmeno guardando Oceania.
Sono una cattiva mamma, o forse no. 
Forse dovrei cominciare col togliere gli aggettivi.
Mamma. Donna. Persona. Insegnare a queste tre a tenersi per mano, organizzarsi per una serena convivenza, volersi bene.
Se vi pare poco.

4 thoughts on “Sono una cattiva mamma”

  • Beh che dire? Mi sono trovata moltissimo in questa tua descrizione e si .. togliamo quegli aggettivi! Tu sei ….

  • Cara mamma, cattiva o no sei sempre una persona. E mi piace pensare che quando non ce la faccio più e perdo la pazienza (con gli occhi pieni di biasimo di mio marito che non la perde quasi mai e comunque con molto più contegno di me) i miei bambini si avvicinano e dicono: facciamo pace ( un po’ perchè gli fa pure comodo ma anche perchè non vogliono fare arrabbiare la mamma). Loro ci perdonano sempre…un po’ come noi facciamo con loro. Basta non esagerare…
    Grazie per questa pillola di insicurezza che hai voluto condividere per rendere più leggero un sentimento che esiste sempre. Un abbraccio.
    Laura

    • Ciao Laura, grazie a te per il commento. Condividere le insicurezze le fa un po’ svanire come neve al sole. Poi, certo, qualuna ritorna. A questo serve la condivisione, a sentirsi più forti, insieme 🙂

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