Top
  • Sono una (ex?) ragazza di città felicemente trasferita fra le colline marchigiane (e a pochi minuti di auto dal mare). Da quando abitiamo qui non abbiamo più scuse per non amare l'autunno: ottobre per noi vuol dire infilare un paio di stivali e andare all'avventura fra i sentieri dei boschi delle Cesane, polmone verde della zona che si estende fra Urbino, Fossombrone e Isola del Piano con il suo tesoro di pini, cipressi, abeti. Questi monti furono oggetto di rimboschimento fin dalla prima guerra mondiale e oggi è possibile addentrarsi nella natura (senza perdersi, cosa per cui io sono portatissima!) anche grazie a utili cartine e indicazioni ai lati dei sentieri. Capita sempre di incontrare qualcuno che fa un pic-nic, che sfreccia per le discese con la bici o va in cerca di funghi insieme all'amico cane: il bosco, in autunno, invita ad abbandonare le cattive abitudini e a regalarsi del tempo

  • (Premessa: mi piacciono i libri che parlano della 'realtà' ai bambini. Mi piacciono quei libri che aiutano noi genitori a spiegare ai nostri figli come va il mondo e cosa succede fuori dalla loro piccola bolla famigliare, perché accompagnarli verso l'altro e verso l'accoglienza è un compito non facile; spesso può capitare che una mamma o un papà abbiano bisogno di rinforzi, e i libri possono essere ottimi alleati in questo). Mi è capitato spesso, andando al parco, a scuola, viaggiando, che Zoe mi chiedesse come mai altri bambini avevano famiglie diverse dalla nostra. O perché abitassero in case così diverse, o vivessero dai nonni, o perché mangiassero cibi differenti. Ho sempre cercato di spiegarle, a modo mio, che esistono culture differenti, stili di vita diversi, famiglie di ogni tipo - senza mai raccontarle bugie. "Il grande grosso libro delle famiglie", edito da Lo Stampatello, non è solo un racconto per bambini

  • Oggi parliamo di educazione sessuale. La semplice lettura della prima frase vi ha provocato un brivido freddo? Bene, allora questo è il libro che fa per voi. Negli ultimi tempi mi è capitato di confrontarmi con genitori che hanno serie difficoltà anche solo all'idea di spiegare ai propri figli come sono nati. Non che io sia mai rimasta impassibile all'idea di raccontare ai miei bimbi il concepimento, ma mi sembra ridicolo e controproducente dribblare le domande scomode dei figli con fantasiose invenzioni su cicogne e semini magici. I bambini non sanno nemmeno cosa significhi scandalizzarsi perché non hanno malizia, ma assorbono le informazioni come piccole spugne. Perciò, se racconteremo loro frottole, oltre a perdere credibilità ai loro occhi riempiremo le loro testoline di ridicolaggini e della sensazione che certi argomenti siano tabù, col rischio che da adolescenti si lascino confondere le idee da coetanei male informati o informazioni prese chissà dove; se diremo

  • Roberto ha passato una bruttissima giornata: appena arrivato a casa il suo papà, forse distratto dalla preparazione della cena, gli chiede con poco garbo di togliersi "quelle scarpacce". Quando poi il nostro piccolo protagonista rifiuta di mangiare gli spinaci e risponde male, il papà lo spedisce nella sua stanza. Che rabbia! All'inizio Roberto prova una sensazione che lo sovrasta e cresce, cresce, cresce fino a travolgerlo: ecco che la Rabbia si materializza. Somiglia a un bestione rosso con due occhi spaventosi. Ma Roberto non capisce subito cosa stia capitando, così la lascia fare, stupito. Ed è solo quando la Rabbia (che non viene mai nominata ma viene chiamata "la Cosa") esagera che Roberto comprende quanto possa essere dannosa. Così ne prende le distanze e la Rabbia si fa sempre più piccina, fino ad essere così piccola da entrare in una scatola. Allora Roberto, ormai calmo, rimette insieme i suoi giocattoli, i

  • Senti "Acqualagna" e pensi "tartufo". Non tutti, però, sanno che il borgo marchigiano offre anche altre occasioni a chi voglia visitarlo. Ho avuto la fortuna di scoprirle lo scorso 29 luglio, grazie all' #acqualagnaphotowalk organizzato dalla Regione Marche, dalla Fondazione Marche Cultura, e dal Comune di Acqualagna. Qui vi racconto cosa non perdervi ad Acqualagna. In cerca di tartufi Ad Acqualagna abbiamo fatto tappa alla tartufaia di querce del signor Osvaldo Ferri, che con i suoi modi gentili e in compagnia di quella che non esito a definire la sua "socia", il bracco Gloria, ci ha mostrato come avviene la ricerca del tartufo. Gloria si spostava da un albero all'altro fino a fiutare, in brevissimo tempo, un tartufo. Allora smuoveva delicatamente la terra con la zampa e lì interveniva Osvaldo, abilissimo ad estrarre prima con il vanghetto e poi con le mani il tartufo e contemporaneamente a gratificare la sua amica con qualche meritato complimento. Tartufi

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.