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[caption id="attachment_648" align="aligncenter" width="835"] Illustrazione di Pascal Campion[/caption]

Sono una mamma*. La mia vita non è come la immaginavo. Non mi sarebbe bastata la fantasia per sognare tutto quello che sto vivendo.

Dopo essere diventata mamma ho smesso di guardare a cuor leggero al rapporto tecnologia-bambini. Non mi piace vedere i piccoli ipnotizzati dal web o lasciati a se stessi in compagnia di uno schermo: smartphone, tablet, computer non sono babysitter a cui affidare i nostri figli. Ero scettica anche nei confronti delle app per bambini, ma ho dovuto ricredermi quando ho scoperto che giocando con immagini, parole, suoni e numeri si può apprendere divertendosi.

[caption id="attachment_629" align="aligncenter" width="900"] Foto dal web[/caption] Zoe e io stiamo tornando a casa in auto. È sera, abbiamo fatto un po' tardi. La Opel si arrampica in seconda su per le colline. Dai finestrini vediamo il mare, i campi di grano ormai tagliato, il cielo che si sta tingendo di blu. "Mamma, hai visto? La luna ci segue!".

[caption id="attachment_626" align="aligncenter" width="500"] Foto dal web[/caption] In vacanza Zoe ha fatto amicizia con tanti bambini. C'erano bambini felici, come Sofia, cinque anni, la miglior complice-da-scivolo-giallo che mia figlia potesse desiderare. O come Alan e Evan (zitti tutti, meritano un post a parte per quanto erano simpatici!), due fratelli chiacchieroni che mi hanno stordita di domande. Felici come Nicola, gelosissimo della sua attrezzatura da costruttore di castelli di sabbia, e come Flora, professionista delle bolle di sapone. E c'erano bambini meno felici.

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