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Può capitare, nella vita, di attraversare periodi di incertezza riguardo alla propria identità: chi sono? Cosa voglio? Dove sto andando? Dedali di domande marzulliane a cui cerchiamo di dare risposta con più o meno fortuna. La maternità è la fase per

[caption id="attachment_911" align="aligncenter" width="255"] Ilustrazione dal web[/caption] Sono una cattiva mamma perché detesto i Super Pigiamini e, quando i miei figli e io li guardiamo insieme, sbadiglio spalancando la bocca come un ippopotamo africano. Sono una cattiva mamma perché la sera, dopo cena, fingo di immolarmi per sparecchiare e lavare i piatti, ma in realtà lo faccio per starmene sola per un beato quarto d'ora a sculettare ascoltando musica. Sono una cattiva mamma perché alla decima volta che mia figlia mi tira giù dal letto di notte vorrei solo teletrasportare lei o me in Australia. Più lei che me. Sono una cattiva mamma perché predico bene sull'importanza delle verdure e poi, quando i figli non mi vedono, rubo il loro gelato dal freezer.

Porti tuo figlio dal pediatra perché ha l'influenza. "Signora", ti dice il medico "gli dia due volte al giorno questo sciroppo". Vai in farmacia, compri lo sciroppo (che mediamente costa sempre un rene), vai a casa. Tu e tuo figlio aprite lo sciroppo. "Che bello" gli dici tu, incoraggiante, "questo bello sciroppino rosa, che bello! Bello, bello, bello. Chissà che buon sapore avrà!". Il pargolo ti guarda sospettoso, e ha ragione da vendere. Perché lo sciroppino per bambini, rosa e bello, ha l'odore di una capra tibetana che si è rotolata nel fango da mattina a sera. E il sapore di una scarpa da tennis del '72. Ora, tu nemmeno ci provi a fargli mandar giù quella roba che appena apri il flacone appesta la cucina e arrivano anche i vigili del fuoco perché i vicini pensano che ci sia una fuga di gas.

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