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È mentre vi spio giocare insieme, sbirciando da dietro un angolo della sala per riempirmi gli occhi di quanto incredibili siate, che dici a tuo fratello “Aspetta, amore, ti insegno io”.

E tuo fratello resta in attesa, a guardarti come si guarda la più bella certezza, come si guarda qualcuno in cui si ripone tutta la fiducia bambina, qualcuno da cui non ci si aspetta altro che bene.
È quando ti sento chiamarlo “amore” il momento in cui finalmente realizzo che camminerete nei giorni tenendovi per mano, a volte col sole in faccia, altre forse come due venti opposti e contrari, ma senza perdervi mai.
Capisco che sarete l’uno la casa dell’altra, perché la parola amore che vi siete appena regalati è la promessa più grande: “Fratello, sorella, io, per te, sarò sempre due braccia aperte. È così adesso che ho cinque anni e tu due, sarà così quando ne avremo venti, e poi trenta, e un bel giorno faremo a gara a chi ha più rughe attorno agli occhi e più ricordi di noi due insieme”.
E allora sorrido, perché per una mamma non c’è speranza più dolce che quella nel vostro amore.

Sono Valentina, mamma di città felicemente trasferita in campagna. Anello mancante tra la Fata Turchina e Maga Magò, provo a fare magie insieme ai miei aiutanti Zoe (detta Uga Paciuga) e Michele (aka Gigio). Infeltritrice professionista di maglioncini di lana, cioccolatomane, smemorata, collezionista di aria di mare, fotografie e libri. Sempre alla ricerca dei calzini spaiati ma soprattutto della bellezza nelle piccole cose.

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