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Il papà è andato via presto, il fratellino dorme ancora e noi ragazze grandi facciamo colazione.
Ho raffreddore e tosse, gli occhi rossi, la sciarpa attorno al collo.
Zoe mi osserva, la vedo che mi lancia occhiate fra un biscotto e l’altro. Alla fine mi chiede: “Mamma, stai per morire?”.

“No, amore, sono solo raffreddata, fra qualche giorno starò bene”.
“Ma un giorno morirai?” insiste lei.
“Ti ricordi?, ne abbiamo già parlato. Un giorno molto lontano, quando sarò vecchia e avrò tantissima voglia di dormire, morirò. Ma prima abbiamo da fare tante cose assieme”.
Ecco, ci siamo, penso. Mi sembra già di vedere i suoi occhi che si fanno lucidi. Scoppierà a piangere? Povera piccola, stavolta ci è rimasta male, è così sensibile. Forse abbiamo sbagliato a scegliere la trasparenza, a spiegarle le cose come stanno. Piccina, bisogna che la consoli, è tanto attaccata alla sua mamma.
“…mamma?”.
“Sì, amore?”.
“Se muori presto per il raffreddore, posso avere io quella sciarpa? Mi piace molto”. E addenta un altro biscotto.

(Questa cosa dello spiegare ai figli la verità sulla vita deve esserci un po’ sfuggita di mano).

Sono Valentina, mamma di città felicemente trasferita in campagna. Anello mancante tra la Fata Turchina e Maga Magò, provo a fare magie insieme ai miei aiutanti Zoe (detta Uga Paciuga) e Michele (aka Gigio). Infeltritrice professionista di maglioncini di lana, cioccolatomane, smemorata, collezionista di aria di mare, fotografie e libri. Sempre alla ricerca dei calzini spaiati ma soprattutto della bellezza nelle piccole cose.

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