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Mi ricordo, papà, un pomeriggio di sole. Io piccino così, tu di poche parole. Mi ricordo, papà, la tua presa sicura. Io, con te lì a tenermi, non avevo paura. Allo specchio due volti, io ti stavo a guardare per capire se in fondo mi

Come ogni giorno (tranne quando il papà, partendo in trasferta, si offre di fare lui da tassista), anche questa mattina il pullmino Mammaturchina Transport è partito alla volta della scuola, al grido di "Viaaa, verso nuove, fantastiche avventure!" (i bambini si aspettano che lo dica ogni volta che l'auto varca il cancello e sì, mi sento molto come una specie di ibrido fra Mary Poppins e un life coach da crociera).

L'amore, per me, è quando arrivo a prenderti all'asilo e, in mezzo all'arcobaleno di zainetti, felpe, codini, giacche, scarpe, maestre, bimbi, grida, risate, in mezzo a quel caos colorato ti vedo subito, e i tuoi occhi abbracciano subito i miei

  [caption id="attachment_676" align="aligncenter" width="768"] Gustav Klimt, The Three Ages of Woman, 1905[/caption] Fai bei sogni, amore mio. Ma quali bei sogni, se conosco quasi solo genitori distrutti perché i loro figli di notte anziché dormire fanno le olimpiadi di kickboxing col piumone e "vogliolamamma" in loop? Chi parla di "dormire come un bambino" probabilmente figli non ne ha, altrimenti saprebbe che i bambini veri - semplicemente - non dormono.

Essere mamma* vuol dire essere nel posto sbagliato. Sei nel posto sbagliato quando, dopo aver partorito, ti ritrovi in stanza una "collega" con la voce di Puffetta che passa il tempo blaterando al telefono di contrazioni, punti e guarda-mai-più-in-vita-mia, mentre tu vorresti solo chiudere le orecchie e svenire in santa pace sognando una vodka tonic.

[caption id="attachment_648" align="aligncenter" width="835"] Illustrazione di Pascal Campion[/caption]

Sono una mamma*. La mia vita non è come la immaginavo. Non mi sarebbe bastata la fantasia per sognare tutto quello che sto vivendo.

[caption id="attachment_629" align="aligncenter" width="900"] Foto dal web[/caption] Zoe e io stiamo tornando a casa in auto. È sera, abbiamo fatto un po' tardi. La Opel si arrampica in seconda su per le colline. Dai finestrini vediamo il mare, i campi di grano ormai tagliato, il cielo che si sta tingendo di blu. "Mamma, hai visto? La luna ci segue!".

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