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  Quando avevi tre anni mi hai detto "Mamma, voglio fare le foto", e io ti ho messo in mano una vecchia macchinetta di quelle compatte. Tu ti sei legata il cordino al polso, per non farla cadere, e da quel

Per il progetto #aspassodibimbo vi porto con noi in una regione meravigliosa, la #Sardegna, a scoprire la costa di San Teodoro, dove anche le famiglie con bambini possono trovare tante opportunità di relax e divertimento. Una buona idea per le prossime vacanze estive! Grazie a Itinerari

Porti tuo figlio dal pediatra perché ha l'influenza. "Signora", ti dice il medico "gli dia due volte al giorno questo sciroppo". Vai in farmacia, compri lo sciroppo (che mediamente costa sempre un rene), vai a casa. Tu e tuo figlio aprite lo sciroppo. "Che bello" gli dici tu, incoraggiante, "questo bello sciroppino rosa, che bello! Bello, bello, bello. Chissà che buon sapore avrà!". Il pargolo ti guarda sospettoso, e ha ragione da vendere. Perché lo sciroppino per bambini, rosa e bello, ha l'odore di una capra tibetana che si è rotolata nel fango da mattina a sera. E il sapore di una scarpa da tennis del '72. Ora, tu nemmeno ci provi a fargli mandar giù quella roba che appena apri il flacone appesta la cucina e arrivano anche i vigili del fuoco perché i vicini pensano che ci sia una fuga di gas.

[caption id="attachment_881" align="aligncenter" width="500"] Illustrazione di Norman Rockwell[/caption] Quando ero piccola, la festa più emozionante di tutte era per me il Natale. Aspettavo con impazienza la cena della vigilia con tutti i parenti, un vestito di velluto che mi faceva sentire come la protagonista di uno dei miei libri preferiti, quel "fare tardi" (che poi erano al massimo le undici di sera) per lo scambio dei regali, il film Disney alla Rai, il pesce gratinato della nonna, i "chissà se nevicherà". Ma sopra ogni cosa, quando tutto era finito e sulla tavola restavano solo bucce di mandarino e carta da regalo stropicciata, non vedevo l'ora di tornare a casa per preparare una tazza di latte, dei biscotti e una carota (chiedo perdono alle renne che per anni hanno dovuto contendersi l'unica carota che i miei fratelli e io lasciavamo loro), infilarmi nel letto e addormentarmi alla velocità della luce: prima mi fossi addormentata, prima sarebbe arrivato lui, Babbo Natale, l'omone vestito di rosso. Credo di essermi sempre detta: "Beh, forse non sono stata buonissima, ma Babbo Natale mi vuole bene, mi conosce, lui non lascia mica i bambini senza un regalo".

Saltare è uno dei giochi preferiti di Michele. Non ha ancora imparato come staccarsi da terra ma si impegna molto e sembra felice dei risultati: ti avvisa con un "Sàttooo!", si esibisce nel gesto atletico, gli occhiali balzano sul nasino, poi lui fa un sorriso grande così, fra l'orgoglioso e l'"Hai visto che roba, mamma?". Impossibile non sorridere a mia volta, ho davanti un ometto di nemmeno un metro che tenta l'impresa della vita. Di questo morso di vita: al secondo figlio ho ormai imparato che domani Michele potrebbe non saltare più perché ha deciso che gli interessa rotolarsi, nascondersi o fare i puzzle. Per questo è importante guardare i nostri bambini, per non perdere quell'attimo che non tornerà mai più.

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