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Dopo essere diventata mamma ho smesso di guardare a cuor leggero al rapporto tecnologia-bambini. Non mi piace vedere i piccoli ipnotizzati dal web o lasciati a se stessi in compagnia di uno schermo: smartphone, tablet, computer non sono babysitter a cui affidare i nostri figli. Ero scettica anche nei confronti delle app per bambini, ma ho dovuto ricredermi quando ho scoperto che giocando con immagini, parole, suoni e numeri si può apprendere divertendosi.

(Questo è un post sulla sicurezza dei bimbi in auto. È lungo. Lungo e noioso. Ma non sono riuscita a non scriverlo. Portate pazienza). Quella che mi è corsa incontro nel corridoio della scuola materna l'altro pomeriggio non era la Zoe di tutti i giorni, ma una gattina tigrata, con le sopracciglia dipinte di nero, il musetto bianco e un bel paio di fantastici baffi. A Carnevale ogni scherzo vale: la mattina accompagni una bimba di quattro anni all'asilo e al pomeriggio ti restituiscono una piratessa, una tigre, un supereoe.

[caption id="attachment_421" align="aligncenter" width="768"] Illustrazione di Yukiko Tanemura.[/caption] A casa. "Mamma, posso mangiare un altro cioccolatino della Befana?". "No, amore, oggi ne hai già mangiati abbastanza. Lo sai che poi ti viene mal di pancia". "Uffa però! Oggi è il più brutto giorno della mia vitaaa (ultimamente la quattrenne di casa manifesta una leggera tendenza al melodramma)".

pinklady Ieri ho avuto l'ennesima dimostrazione di un fatto. Visto che a ogni shampo erano urla disperate, Zoe ha sperimentato per la prima volta il balsamo per capelli. "Uh, mamma, ma come si pettinano bene", mi diceva. "Uh mamma, ma che profumo!". "Eh, sì". Non sapevo bene come ricambiare tutto il suo entusiasmo, non sono una che va in visibilio per i prodotti di bellezza. Anzi, dentro di me una vocina mi chiedeva "Ma che cavolo hai fatto per tirar su questa figghia così vanitosa?". 

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