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  Ecco un altro articolo a firma di Silvia Meliani sul ruolo fondamentale dei papà, non solo nel giorno della loro meritatissima festa ma ogni giorno dell'anno! "Normalmente quando sta per arrivare un bambino la mamma è la prima a recepire e

[caption id="attachment_862" align="aligncenter" width="400"] Illustrazione di Nathalie Jomard[/caption]   Essere mamma significa anche essere bipolari. Magari ti svegli una bella mattina felice e grata come quella scema di Pollyanna per essere riuscita a dormire ben quattro ore filate, scendi dal letto con una piroetta e cinguettando, vai a svegliare la primogenita e bam!, bastano dieci secondi di isterismi spaziali e ti trasformi nella gemella malefica di Crudelia De Mon.

Quando penso alla famiglia mi viene sempre in mente la scena di un film: lui che, dopo il lavoro, in auto sul vialetto di casa guarda la sua compagna e suo figlio che ballano dietro la finestra illuminata. Osserva la sua famiglia, il mondo che lui ha contribuito a costruire, che ha voluto, scelto. Ma scelto fino a quando? Varcherà il portone? Fuggirà?

  [caption id="attachment_676" align="aligncenter" width="768"] Gustav Klimt, The Three Ages of Woman, 1905[/caption] Fai bei sogni, amore mio. Ma quali bei sogni, se conosco quasi solo genitori distrutti perché i loro figli di notte anziché dormire fanno le olimpiadi di kickboxing col piumone e "vogliolamamma" in loop? Chi parla di "dormire come un bambino" probabilmente figli non ne ha, altrimenti saprebbe che i bambini veri - semplicemente - non dormono.

Essere mamma* vuol dire essere nel posto sbagliato. Sei nel posto sbagliato quando, dopo aver partorito, ti ritrovi in stanza una "collega" con la voce di Puffetta che passa il tempo blaterando al telefono di contrazioni, punti e guarda-mai-più-in-vita-mia, mentre tu vorresti solo chiudere le orecchie e svenire in santa pace sognando una vodka tonic.

[caption id="attachment_648" align="aligncenter" width="835"] Illustrazione di Pascal Campion[/caption]

Sono una mamma*. La mia vita non è come la immaginavo. Non mi sarebbe bastata la fantasia per sognare tutto quello che sto vivendo.

Dopo essere diventata mamma ho smesso di guardare a cuor leggero al rapporto tecnologia-bambini. Non mi piace vedere i piccoli ipnotizzati dal web o lasciati a se stessi in compagnia di uno schermo: smartphone, tablet, computer non sono babysitter a cui affidare i nostri figli. Ero scettica anche nei confronti delle app per bambini, ma ho dovuto ricredermi quando ho scoperto che giocando con immagini, parole, suoni e numeri si può apprendere divertendosi.

[caption id="attachment_629" align="aligncenter" width="900"] Foto dal web[/caption] Zoe e io stiamo tornando a casa in auto. È sera, abbiamo fatto un po' tardi. La Opel si arrampica in seconda su per le colline. Dai finestrini vediamo il mare, i campi di grano ormai tagliato, il cielo che si sta tingendo di blu. "Mamma, hai visto? La luna ci segue!".

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