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Qui a Senigallia sono i giorni del Summer Jamboree, il più grande festival musicale internazionale di cultura, concerti, esibizioni e musica degli anni Quaranta e Cinquanta che fa ballare tutta la città, e i librai di Mondadori Bookstore Senigallia mi

Oggi vi presento Silvia Meliani, che di mestiere fa la life coach per le donne, con attenzione particolare per le mamme di bambini ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). Confesso che ero abbastanza ignorante in materia, poi Silvia mi ha spiegato

[caption id="attachment_911" align="aligncenter" width="255"] Ilustrazione dal web[/caption] Sono una cattiva mamma perché detesto i Super Pigiamini e, quando i miei figli e io li guardiamo insieme, sbadiglio spalancando la bocca come un ippopotamo africano. Sono una cattiva mamma perché la sera, dopo cena, fingo di immolarmi per sparecchiare e lavare i piatti, ma in realtà lo faccio per starmene sola per un beato quarto d'ora a sculettare ascoltando musica. Sono una cattiva mamma perché alla decima volta che mia figlia mi tira giù dal letto di notte vorrei solo teletrasportare lei o me in Australia. Più lei che me. Sono una cattiva mamma perché predico bene sull'importanza delle verdure e poi, quando i figli non mi vedono, rubo il loro gelato dal freezer.

[caption id="attachment_877" align="aligncenter" width="680"] Foto dal web[/caption] Ore 21. Sei nella stanza dei tuoi figli, li hai appena stesi al tappeto a suon di fiabe lette con voce suadente e russano come Peppa e George. Li osservi amorevole nella luce soffusa, accarezzi loro i capelli, fai per alzarti dalla sedia quando dalle parti del tuo ginocchio si ode un CROC: se qualcuno improvvisasse un concerto di house music nel tuo giardino i figli continuerebbero a dormire beati, invece basta un minuscolo lamento della tua rotula e quei due balzano a sedere come se gli avessi suonato un gong all'orecchio.

Saltare è uno dei giochi preferiti di Michele. Non ha ancora imparato come staccarsi da terra ma si impegna molto e sembra felice dei risultati: ti avvisa con un "Sàttooo!", si esibisce nel gesto atletico, gli occhiali balzano sul nasino, poi lui fa un sorriso grande così, fra l'orgoglioso e l'"Hai visto che roba, mamma?". Impossibile non sorridere a mia volta, ho davanti un ometto di nemmeno un metro che tenta l'impresa della vita. Di questo morso di vita: al secondo figlio ho ormai imparato che domani Michele potrebbe non saltare più perché ha deciso che gli interessa rotolarsi, nascondersi o fare i puzzle. Per questo è importante guardare i nostri bambini, per non perdere quell'attimo che non tornerà mai più.

[caption id="attachment_862" align="aligncenter" width="400"] Illustrazione di Nathalie Jomard[/caption]   Essere mamma significa anche essere bipolari. Magari ti svegli una bella mattina felice e grata come quella scema di Pollyanna per essere riuscita a dormire ben quattro ore filate, scendi dal letto con una piroetta e cinguettando, vai a svegliare la primogenita e bam!, bastano dieci secondi di isterismi spaziali e ti trasformi nella gemella malefica di Crudelia De Mon.

[caption id="attachment_726" align="aligncenter" width="640"] Nella foto, mamma su divano con smalto fresco e la sua espressione quando sente i figli chiamarla.[/caption] La vita di una mamma è fatta anche di misteri insondabili. Al primo posto io metterei senza dubbio la famigerata "Questione Sonno", scientificamente detta "Perché ca**o i figli dormono come sassi quando la mamma non ha niente da fare e invece scassano lo scassabile proprio quando la mamma si è programmata una seratina coi fiocchi?".

Come ogni giorno (tranne quando il papà, partendo in trasferta, si offre di fare lui da tassista), anche questa mattina il pullmino Mammaturchina Transport è partito alla volta della scuola, al grido di "Viaaa, verso nuove, fantastiche avventure!" (i bambini si aspettano che lo dica ogni volta che l'auto varca il cancello e sì, mi sento molto come una specie di ibrido fra Mary Poppins e un life coach da crociera).

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