Top

Saltare è uno dei giochi preferiti di Michele. Non ha ancora imparato come staccarsi da terra ma si impegna molto e sembra felice dei risultati: ti avvisa con un "Sàttooo!", si esibisce nel gesto atletico, gli occhiali balzano sul nasino, poi lui fa un sorriso grande così, fra l'orgoglioso e l'"Hai visto che roba, mamma?". Impossibile non sorridere a mia volta, ho davanti un ometto di nemmeno un metro che tenta l'impresa della vita. Di questo morso di vita: al secondo figlio ho ormai imparato che domani Michele potrebbe non saltare più perché ha deciso che gli interessa rotolarsi, nascondersi o fare i puzzle. Per questo è importante guardare i nostri bambini, per non perdere quell'attimo che non tornerà mai più.

L'amore, per me, è quando arrivo a prenderti all'asilo e, in mezzo all'arcobaleno di zainetti, felpe, codini, giacche, scarpe, maestre, bimbi, grida, risate, in mezzo a quel caos colorato ti vedo subito, e i tuoi occhi abbracciano subito i miei

Quando penso alla famiglia mi viene sempre in mente la scena di un film: lui che, dopo il lavoro, in auto sul vialetto di casa guarda la sua compagna e suo figlio che ballano dietro la finestra illuminata. Osserva la sua famiglia, il mondo che lui ha contribuito a costruire, che ha voluto, scelto. Ma scelto fino a quando? Varcherà il portone? Fuggirà?

"Mamma, ho promesso ai miei amichetti di portargli i tuoi biscotti, domani", mi ha detto Zoe oggi di ritorno dall'asilo. Così, per tenere fede all'impegno preso da mia figlia con lodevole generosità sua e un rassegnato Ooommm mio, in un pomeriggio di pioggia battente e cielo cupo ci siamo messi al lavoro in cucina.

  [caption id="attachment_676" align="aligncenter" width="768"] Gustav Klimt, The Three Ages of Woman, 1905[/caption] Fai bei sogni, amore mio. Ma quali bei sogni, se conosco quasi solo genitori distrutti perché i loro figli di notte anziché dormire fanno le olimpiadi di kickboxing col piumone e "vogliolamamma" in loop? Chi parla di "dormire come un bambino" probabilmente figli non ne ha, altrimenti saprebbe che i bambini veri - semplicemente - non dormono.

Essere mamma* vuol dire essere nel posto sbagliato. Sei nel posto sbagliato quando, dopo aver partorito, ti ritrovi in stanza una "collega" con la voce di Puffetta che passa il tempo blaterando al telefono di contrazioni, punti e guarda-mai-più-in-vita-mia, mentre tu vorresti solo chiudere le orecchie e svenire in santa pace sognando una vodka tonic.

Dopo essere diventata mamma ho smesso di guardare a cuor leggero al rapporto tecnologia-bambini. Non mi piace vedere i piccoli ipnotizzati dal web o lasciati a se stessi in compagnia di uno schermo: smartphone, tablet, computer non sono babysitter a cui affidare i nostri figli. Ero scettica anche nei confronti delle app per bambini, ma ho dovuto ricredermi quando ho scoperto che giocando con immagini, parole, suoni e numeri si può apprendere divertendosi.

[caption id="attachment_629" align="aligncenter" width="900"] Foto dal web[/caption] Zoe e io stiamo tornando a casa in auto. È sera, abbiamo fatto un po' tardi. La Opel si arrampica in seconda su per le colline. Dai finestrini vediamo il mare, i campi di grano ormai tagliato, il cielo che si sta tingendo di blu. "Mamma, hai visto? La luna ci segue!".

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.