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Può capitare, nella vita, di attraversare periodi di incertezza riguardo alla propria identità: chi sono? Cosa voglio? Dove sto andando? Dedali di domande marzulliane a cui cerchiamo di dare risposta con più o meno fortuna. La maternità è la fase per

[caption id="attachment_911" align="aligncenter" width="255"] Ilustrazione dal web[/caption] Sono una cattiva mamma perché detesto i Super Pigiamini e, quando i miei figli e io li guardiamo insieme, sbadiglio spalancando la bocca come un ippopotamo africano. Sono una cattiva mamma perché la sera, dopo cena, fingo di immolarmi per sparecchiare e lavare i piatti, ma in realtà lo faccio per starmene sola per un beato quarto d'ora a sculettare ascoltando musica. Sono una cattiva mamma perché alla decima volta che mia figlia mi tira giù dal letto di notte vorrei solo teletrasportare lei o me in Australia. Più lei che me. Sono una cattiva mamma perché predico bene sull'importanza delle verdure e poi, quando i figli non mi vedono, rubo il loro gelato dal freezer.

[caption id="attachment_877" align="aligncenter" width="680"] Foto dal web[/caption] Ore 21. Sei nella stanza dei tuoi figli, li hai appena stesi al tappeto a suon di fiabe lette con voce suadente e russano come Peppa e George. Li osservi amorevole nella luce soffusa, accarezzi loro i capelli, fai per alzarti dalla sedia quando dalle parti del tuo ginocchio si ode un CROC: se qualcuno improvvisasse un concerto di house music nel tuo giardino i figli continuerebbero a dormire beati, invece basta un minuscolo lamento della tua rotula e quei due balzano a sedere come se gli avessi suonato un gong all'orecchio.

La mamma con due triliardi di follower su Instagram si sveglia al mattino nella sua camera da letto immacolata, con fiori tropicali freschi sul comodino e scendiletto di crine di unicorno. Mentre si stiracchia sul materasso in lattice biologico-antiacaro-antirughe-antipovery, schiocca le dita e da sotto il letto spunta una make up artist che la trasforma in gnocca spaziale prima ancora di bere il caffè. Poi si scatta il primo selfie con la bocca a culo di gallina, le ciglia finte e addosso non un pigiama, ma pantaloncini inguinali anche a gennaio e quella sua maglietta fina. La mamma con due triliardi di impegni sull'agenda si sveglia al mattino nella sua camera da letto incasinata, con macchina per l'aerosol sul comodino e scendiletto fatto di calzini spaiati. Ha i capelli che sembra uscita da un tornado e gli occhi gonfi di sonno. Mentre maledice la cervicale e tenta di uscire dallo stato comatoso in cui si trova fa uno sbadiglio e da sotto il letto spuntano due-tre figli che le saltano addosso per infliggerle la tortura del solletico. Poi si trascina giù dal letto con addosso il suo pigiama preferito, quello di flanella con i maialini.

[caption id="attachment_726" align="aligncenter" width="640"] Nella foto, mamma su divano con smalto fresco e la sua espressione quando sente i figli chiamarla.[/caption] La vita di una mamma è fatta anche di misteri insondabili. Al primo posto io metterei senza dubbio la famigerata "Questione Sonno", scientificamente detta "Perché ca**o i figli dormono come sassi quando la mamma non ha niente da fare e invece scassano lo scassabile proprio quando la mamma si è programmata una seratina coi fiocchi?".

Essere mamma* vuol dire essere nel posto sbagliato. Sei nel posto sbagliato quando, dopo aver partorito, ti ritrovi in stanza una "collega" con la voce di Puffetta che passa il tempo blaterando al telefono di contrazioni, punti e guarda-mai-più-in-vita-mia, mentre tu vorresti solo chiudere le orecchie e svenire in santa pace sognando una vodka tonic.

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